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SCHONWALD

intervista: Luca Giorietto

Gli Schonwald sono il progetto di Alessandra Gismondi e Luca Bandini, già membri dei Pitch. Il duo, rispetto alla storica band di Alessandra, rappresenta un altro suo aspetto musicale/artistico che vira verso un sound più vicino alla new wave degli anni Ottanta, immergendosi in un mare di suoni densi e contemporaneamente glaciali. Dopo un primo album Amplified Nature, è previsto per quest’anno un EP e un successivo full length. Intanto online è disponibile il primo brano, “Mercurial”, che anticipa il nuovo materiale.

facebook: schonwald

Come è iniziato il progetto Schonwald? Da quanto tempo lievitava all’oscuro prima che vedesse la luce mentre i Pitch rinascevano?

Luca: Il progetto nasce nel nell’estate del 2007 soprattutto per la necessità di realizzare in maniera concreta quello che è il nostro interesse per la new wave contaminata dall’elettronica a cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta.

Alessandra: Ma principalmente dalla volontà’ mia e di Luca di essere coinvolti in una avventura musicale che fosse vissuta essenzialmente come “duo”, in completa simbiosi.

Come è stata la recente esperienza live all’estero?

L: Siamo tornati da Berlino  e l’esperienza è stata stimolante come tutte le volte che abbiamo suonato in questa città dove riusciamo continuamente a stupirci e ricaricarci di energie e stimoli nuovi, ma lo stesso discorso vale per tutte le altre grandi città europee dove abbiamo suonato nel corso degli ultimi tre anni.

Quali album hanno influenzato di più questo progetto per entrambi voi?

L: Cure, New Order, Algebra Suicide, Bauhaus, Portishead.

A: Sono sempre  stata attratta sia dalla new wave che dal post punk, i riferimenti principali che hanno maggiormente ispirato questo progetto sono: Suicide, Jesus and Mary Chain, My Bloody Valentine e naturalmente i Joy Division.

Quale sarà il titolo del successore di Amplified nature? cosa porterà di nuovo in casa Schonwald?

L: Uscirà in primavera un vinile 7″ intitolato Mercurial, a seguire dopo un paio di mesi vedrà la luce l’album (ancora senza titolo) per l’etichetta di Chicago HoZac Records.

Il singolo Mercurial, che anticipa il nuovo materiale, sembra come un bellissimo ibrido di My Bloody Valentine, Cocteau Twins e molti altri nomi importanti degli anni Ottanta, voi come lo definireste?

A: Atmosfere cupe e gelide, ritmi di drum machine ipnotici e solidi. Queste saranno le basi sonore del nuovo lavoro.

L: Un ghiacciolo gustato d’inverno!

Qual’è la vostra opinione su un ritorno particolarmente intenso a quelle sonorità che riguardano molte band nate negli ultimi anni? Ci sono similitudini e differenze anche dal punto di vista politico-sociale?

L: In realtà nel corso degli ultimi decenni ci sono sempre state ottime band ispirate a questi anni Ottanta, probabilmente negli ultimi anni qualcuno ha avuto più fortuna di altri ma direi che riguarda principalmente il revival degli anni Novanta.

A: La musica come tutte le forme d’arte in generale risentono del contesto sociale e politico che le attraversa. Sicuramente il malessere che un’artista vive e percepisce viene proiettato nelle  proprie opere  ma non sempre pero’ può assumere  funzione di  protesta o rivoluzione ma semplicemente libera espressione e liberazione.

Potete accennarci qualcosa che avrà a che fare con l’artwork del disco in arrivo?

A: L’artwork sarà curato da un graphic designer che ci ha proposto l’etichetta. Sarà una sorpresa anche per noi dato che è tutto “work in progress”.

Quanto questo progetto influenza i Pitch e viceversa?

L: Sono due progetti orientati in direzioni opposte e cerchiamo di sperimentare sonorità differenti perché riguardano due mondi diversi.

A: Tengo separati i gruppi:  non avrebbe senso trovare ispirazione dai Pitch e viceversa in quanto ogni progetto ha un proprio percorso creativo che vive di luce propria.


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ALAN McGEE

English version of the interview available at bottom of the page.

intervista: Luca Giorietto, collaborazione alla traduzione: Donata Napoli

Alan McGee è il noto produttore discografico e musicista scozzese attivo a Londra e fondatore della leggendaria etichetta Creation Records (1983-2000) insieme a Dick Green e Joe Foster. Il nome dell’etichetta fu ispirato a quello della band degli anni Sessanta, The Creation, di cui McGee era grande fan. La Creation Records lo portò a collaborare con alcuni dei più importanti nomi del movimento musicale tra gli anni Ottanta e Novanta tra cui: Jesus and Mary Chain, Primal Scream, My Bloody Valentine, Teenage Fanclub e Oasis (band che lanciò tra le star degli anni Novanta).
Dopo la chiusura della Creation fondò una nuova etichetta, la Poptones (2000-2007, il nome è un omaggio al brano dei Public Image Ltd), che produsse uno dei nomi di punta del decennio scorso ovvero gli Hives. McGee nel 2008 si ritira ufficialmente dal management musicale. Nel frattempo la sua attività in campo musicale continua con dj set nelle serate Death Disco e per blog/siti web come The Guardian, The Huffington Post UK e un sito che ha mantenuto attivo dal 2009 al 2010 chiamato Too Cool To Die. Ci ha rilasciato una sintetica intervista che pubblichiamo qui.

current official blog: huffingtonpost.co.uk/alan

pic by Tom Oxley

Hai definito le case discografiche spazzatura. Secondo te perché non riescono ad adeguarsi sfruttando al meglio la rete? Perché continuano a promuovere per lo più musica usa e getta? Sono cambiate le preferenze del pubblico o sono le major che hanno manipolato e rovinato i gusti delle nuove generazioni?

È difficile vedere adesso dove le etichette andranno a finire.

Come descriveresti le differenze nel panorama musicale a livello di gestione negli ultimi tre decenni?

(La gestione) È diventata come quella delle multinazionali.

Hai scoperto nuovi artisti tramite il web che ti sentiresti di consigliare? Su chi scommetteresti per il futuro?

No, in realtà sono più interessato ai film che alla musica.

Premettendo che tra band famose e band emergenti c’è una grande differenza di pubblico: vista la crisi di vendite dischi al momento, pensi che l’unico modo per sopravvivere siano i live, molti live?

Suonare dal vivo è l’unico modo in cui una band può sopravvivere ai giorni nostri.

Oltre alla musica, che altro tipo di arte ti appassiona? Quali autori e opere?

Crowley/Austin Osman Spare (Spare fu un artista britannico, vissuto tra il 1886 e il 1956, influenzato dagli studi e dalla frequentazione con Ailester Crowley, ndt), Peter J. Carroll (scienziato e occultista britannico contemporaneo, ndt) and I like Roger Hilton (pioniere dell’arte astratta britannica, ndt), Howard Hodgkin (pittore e stampatore britannico contemporaneo, ndt) and Alex Lowe.

 Sei appassionato di artisti grafici? Se sì, di chi?

 Solo di Alex Lowe, se devo essere onesto.

La chiusura della Poptones è anche dovuta alla crisi mondiale musicale (e non)? O pensi ci sia stato qualche errore di gestione del nuovo progetto dopo la Creation?

Siamo stati in anticipo con i tempi in molti modi ma abbiamo anche rotto con gli Hives o pubblicato alcuni dischi belli come per i Boxer Rebellion.

Qual è secondo te il brano più rappresentativo per ciascuno dei gruppi che hai gestito per anni: Jesus and Mary Chain, My Bloody Valentine, Primal Scream, Oasis, Teenage Fanclub?

Upside Down (primo singolo dei Jesus and Mary Chain uscito nel 1984, ndt), Loaded (primo singolo dell’album Screamadelica del 1991 dei Primal Scream, ndt), Supersonic (singolo d’esordio degli Oasis del 1994, ndt), What you do to me (brano dell’album Bandwagonesque del gruppo scozzese Teenage Fanclub del 1991, ndt).

Si potrebbe dire che a livello di successo mainstream gli Hives sono stati la band di punta della Poptones in proporzione agli Oasis con la Creation?

Gli Hives sono stati una band pazzesca per alcuni anni, li ho amati.

Parlando di etichette, qual è il tuo parere su un altro nome celebre, la 4AD?

È ancora molto valida per quello che vedo.

Chi vedi più vicino alla tua figura o a quella di Malcolm McLaren? C’è qualche nome che secondo te mantiene oggi la stessa mentalità e spontaneità?

Tra i defunti ci sono Tony Wilson e Malcolm, l’unica altra persona che amo è Andrew Loog Oldham (manager inglese, produttore tra gli altri dei Rolling Stones, ndt).

Che consiglio daresti a chi oggi volesse aprire o ha già fondato una piccola etichetta discografica?

Fare il parrucchiere.

Hai mai pensato di tenere una sorta di corso universitario o qualcosa di simile per chi vuole dedicarsi alla produzione musicale?

Forse dovrei.

Parlando di momenti del 2011 qual è la tua opinione definitiva sulla triste fine di Amy Winehouse? Ho letto nei mesi scorsi che giustamente secondo te la colpa non è dei manager e della casa discografica ma dell’artista stesso…

E’ stato un momento molto triste.

Non pensi che molte delle reunion, o presunte tali, dei gruppi noti nei decenni scorsi sancisca definitivamente una carenza del decennio 2000? Praticamente un ritorno al passato…

Quasi un ritorno al passato… Primal Scream al lavoro per Screamadelica sono stati fantastici.

Cosa è veramente cool oggi per Alan McGee?

The White Album dei Beatles.

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ENGLISH

Alan McGee is the famous Scottish musician and record producer operating in London and founder of the legendary label Creation Records (1983-2000) with Dick Green and Joe Foster. The label name was inspired by the sixties band, The Creation, of which McGee was big fan. Creation Records led him to collaborate with some of the biggest names in the musical movement between the eighties and nineties including: Jesus & Mary Chain, Primal Scream, My Bloody Valentine, Teenage Fanclub and Oasis (band launched during the ninety). After the closure of the Creation, he founded a new label, Poptones (2000-2007, the name is a tribute to the Public Image Ltd’s song), which produced one of the leading names in the last decade, the Hives.
McGee in 2008 is officially out of the music management. In the meantime, his activities in music continues with Death Disco DJ sets and writing for blogs/websites such as The Guardian, The Huffington Post UK and a site, active from 2009 to 2010, called “Too Cool To Die”. We publish here a brief interview with him:

You defined labels as trash. Why can’t they use the web at its best? Or why they continue to promote mainly disposable music? Do you think that the audience preferences have changed or the majors have manipulated and ruined the musical tastes of younger generations?

It’s hard to see where labels fit into it all now.

How would you describe the difference in the music scene about the management in the last three decades?

It’s all got very corporate.

Did you discover new artists via web that you’d recommend? Which one of those would you bet on?

Not really, I am more interested in films than music.

Assuming that among emerging bands and famous bands there is a big difference in terms of public: do you think that the only way to survive is doing live shows, many live shows?

Live is the only way a band can make a living these days.

Besides music, what kind of art do you like the most? Which authors and works?

Crowley/Austin Osman Spare, Peter J. Carroll and I like Roger Hilton, Howard Hodgkin and Alex Lowe.

Are you passionate about graphic artists? If you are, which ones?

Just Alex Lowe to be honest.

The end of Poptones is due to the global and musical crisis as well? Or do you think there was some mistake in the project after Creation?

We were ahead of the times in a lot of ways but we still broke the hives and put out some good records like “Boxer Rebellion”.

What you think is the most representative song for each of the bands you worked with during the years?  Jesus and Mary Chain, My Bloody Valentine, Primal Scream, Oasis, Teenage Fanclub? 

 Upside Down, Loaded, Supersonic, What you do to me.

One could say that at the level of mainstream success, the Hives have been leading the Poptones in proportion to the Oasis with the Creation?

The Hives were massive for a few years, I loved them.

Talking of labels, what is your opinion on another famous name, the 4AD?

It’s still good for what I can see.

Who do you see closer or more similar to you or to Malcolm McLaren? Is there anyone that has the same mentality and spontaneity you had?

There dead Tony Wilson and Malcolm, the only other person I love is Andrew Loog Oldham.

What kind of advice would you give to people who now wants to establish or has already started a small label?

Become a hairdresser.

Have you ever thought of keeping a sort of college course or something similar for those who want to work in the music business?

Maybe I should.

What is your final opinion on the sad end of Amy Winehouse? I have read recently that you think that wasn’t manager’s or record company’s fault, but the artist’s…

It was just very sad.

Do you think that many of the reunions, or suspected ones, of well known bands are attesting the deficiency of the 2000 decade? 

Almost a return to the past… Primals doing Screamadelica was awesome.

What is really cool now for Alan McGee?

The White Album by the Beatles.