ANDY FLUON

di rocketsurgerywebzine

intervista: Luca Giorietto

Andy, musicista co-fondatore dei Bluvertigo e pittore, da sempre ha seguito un percorso artistico su entrambi i binari. Specializzato nell’illustrazione e nella grafica pubblicitaria, già dagli esordi della band si dedicava parallelamente all’arte figurativa e, dopo lo scioglimento dei Bluvertigo, ha continuato il suo percorso artistico.Subisce da sempre contaminazioni pop che ossessionano la nostra civiltà e di cui lui ha fatto colonne portanti dei suoi lavori, dandogli nuova linfa e una nuova e ancora più forte espressività, lavori caratterizzati da forti tinte shocking che richiamano gli anni Ottanta. Il suo regno si chiama Fluon e si trova nella periferia di Monza, ma Fluon è anche il suo nuovo progetto musicale nato assieme ai due soci artistici Fabio Mittino e Fabrizio Grigolo da cui è nato “Naked”, primo di una serie di singoli. Per il brano è stato girato un videoclip diretto dal gruppo assieme a Roberto Monti. 

Alcuni dei lavori più importanti di Andy sono stati commissionati da marchi quali Enrico Coveri, Fiat, Eastpak, Diesel, Redbull e Carlsberg. 

official website: fluon.it

Questo tuo “nuovo periodo”, che poi in realtà è qualcosa che già ti apparteneva ma che era stato scavalcato dagli impegni con i Bluvertigo, è una fase che ora ti coinvolge completamente: è stato in un certo senso anche un rifugio da un periodo in cui avevi meno tempo per te stesso e di cui avevi bisogno vista la pienissima attività con la band?

Quando hai a che fare con una band o con progetti di gruppo è un coinvolgimento ventiquattro ore su ventiquattro… avevo meno tempo per me però ho sempre cercato di andare avanti e quando siamo rimasti praticamente senza lavoro ho avuto comunque la necessità di portare avanti il mio progetto visivo che già esisteva, appunto.

Quanto ti ha vincolato musicalmente il periodo trascorso con i Bluvertigo? Trovi che rispetto agli anni Novanta i vincoli siano oggi più forti che mai da parte delle major? (vincoli intesi come forzature della casa discografica riguardo gli album studio o la promozione)

Per quanto riguarda i Bluvertigo, noi non abbiamo mai permesso di essere manipolati… siamo sempre stati assolutamente noi stessi, non abbiamo avuto vincoli. Io ormai firmo solo liberatorie e cerco di stare alla larga da norme contrattuali del genere. All’interno di un sistema aziendale si è come delle mine vaganti, parlare di etichette discografiche ormai è come parlare del commercialista. Le case discografiche stanno diventando come il Costa Concordia. Preferisco ripartire dall’underground e muovermi in modo onesto per rigenerarmi. La televisione ha dato un concetto di usa e getta sempre più deleterio e inoltre è molto frequente lo stare a lamentarsi spesso, lamentarsi di quello che non va… io non mi lamento, questo atteggiamento è qualcosa che non mi appartiene, oltretutto la tecnologia è una cosa buona se si sa cogliere appunto i suoi lati positivi, le possibilità che offre.

Cosa pensi delle band colleghe dei Bluvertigo nate anch’esse negli anni Novanta che tutt’ora sono in attività?

Sono contento che tante band siano sopravvissute a quel periodo, sono diventate dei sistemi manageriali, come delle piccole imprese. Penso invece che sia noiosissimo il fatto che appena una band esce fuori da qualcosa, da uno schema musicale con cui le persone le etichettavano, allora non vengono più “considerate”, ci si evolve, si muta nel tempo… parlando di band coetanee, sono molto contento per i Marlene Kuntz perchè hanno fatto a Sanremo una cosa strepitosa con Patti Smith.

E quali sono i migliori ricordi della tua esperienza a Sanremo nel 2001?

Raffaella Carrà, lei è veramente meravigliosa.

Le tue influenze musicali appartengono principalmente agli anni Ottanta. Ma invece quali dischi/gruppi degli anni Novanta senti più vicini e fanno invece parte del tuo bagaglio culturale?

Le miei influenze degli anni Ottanta derivano dalla New Wave di quel periodo. Degli anni Novanta i dischi: “The Downward Spiral” dei Nine Inch Nails, “Songs of Faith and Devotion” dei Depeche Mode, il primo disco dei Rage Against the Machine, “Blood Sugar Sex Magik” dei Red Hot Chili Peppers;  gli stessi album dei Nirvana… la prima volta che ho sentito Kurt Cobain mi è caduta la mascella. Poi anche i produttori all’estero sapevano e sanno fare il loro mestiere, per esempio Nigel Godrich con i Radiohead praticamente è diventato parte del gruppo… in Italia c’è invece la tendenza a far vendere Eros Ramazzotti e a creare cloni, per lo più prodotti del genere.

Come vedi il futuro dell’arte visiva? Andrà di pari passo con quello della musica condivisa online o vedi nuove strade possibili?

Molte volte succede che c’è un gotha che decide qual è l’artista dell’anno, qual è il genere dell’anno, cosa va bene e cosa non va bene ma è qualcosa comunque di nicchia ristretta, si parla al collezionista ma la diffusione è per pochi, io faccio pop art anche per questo… l’arte è noiosamente vincolata da pochi che decidono.

Con quali artisti hai avuto il piacere di collaborare?

Ho lavorato con Marco Lodola che nell’arte contemporanea è molto famoso, mi ha dato le chiavi del suo capannone dicendomi “So che sei bravo, è inutile che io ti compri un quadro, ti do le chiavi di Lodolandia e fai il tuo lavoro”… per cui lui mi ha dato possibilità di crescere!

Hai detto che alcuni critici danno “suggerimenti ” snaturando gli artisti emergenti e hai consigliato di “non farsi manipolare, piuttosto sbagliare ma fare la cosa che si sente”:  ti è capitato in passato di cadere in trappole simili in prima persona o è qualcosa che hai visto con altri colleghi? 

Assolutamente, è successo a colleghi. Conoscendo l’ambiente, c’è chi ti fa chiaramente capire “se fai questo genere figurativo bene, sennò nulla”… un addetto ai lavori dovrebbe parlare ma non essere un manipolatore e definire dei paletti… Ecco detesto i copioni, ad esempio sai chi è un copione che ha proprio mancanza di originalità? Lo trovo veramente imbarazzante, si chiama Sasha Torrisi, suonava con i Timoria, è veramente un cialtrone, sono anni che copia i miei quadri ed è quella la cosa che più mi infastidisce oggi: il plagio. Piuttosto vai a plagiare Salvador Dalì, comunque i grandi.

Come partorisci le idee per i tuoi lavori visivi? Intuizioni improvvise che prendono man mano forma o progetti già ben definiti?

Ho partorito e incasellato milioni di idee seguendo un archivio di anni, ho un repertorio infinito di opere da realizzare per via di questo archivio, sono immagini che io trasformo e rigenero.

Con quale lavoro hai avuto difficoltà di realizzazione rispetto all’idea che ti eri prefissato?

Mi è capitato tantissime volte di avere quel tipo di difficoltà, cerco di raggiungere continuamente quello che ho veramente in testa… magari tante cose fanno schifo a me e ad altri piacciono… ci sono tantissime persone che nei miei quadri trovano delle storie, delle vicende molto più interessanti.

Come è il tuo rapporto tra opere nate esclusivamente per un tuo bisogno (fatte per te stesso senza alcuna richiesta) e opere commissionate da un cliente? 

Va benissimo, amo fare i ritratti, dipingo sposi, bambini, poi ci sono i quadri di cui sono il committente di me stesso e non c’è una ricchezza di denaro ma di idee.

Tornando alla musica, dopo il video “Naked” cosa ci aspetta prossimamente?  Pensi solo a una condivisione virtuale dei singoli pezzi o potresti prendere in considerazione l’idea di un album?

Il pezzo l’ho scritto nove anni fa… il testo è di Claudia Tanasi, ci ho messo un po’ di anni, l’ho riarrangiato, rimesso in discussione, montato e rimontato, e lavorare con i due soci Fabio Mittino e Fabrizio Grigolo è stato proprio come tornare ai tempi del gruppo (i Bluvertigo, nda) quando ci si divertiva e ognuno era prezioso. Si è creata questa sintonia e questo suono che sta a cavallo tra rock ed electro, suonato con i campionaggi e che mi rappresenta molto… per quanto riguarda l’album ora assolutamente no, la mia idea è quella di svolgere il progetto per ogni singolo come se fosse qualcosa a sé, poi l’importante adesso è portare dal vivo lo spettacolo… quindi veicolarlo!

Inoltre hai dichiarato che, dopo lo scioglimento dei Bluvertigo, i media e le major in particolare hanno preferito solo concentrarsi sul cantante come nel caso di Morgan. Cosa pensi di tutte queste reunion dei gruppi più noti (dagli  Smashing Pumpkins ai Guns N’Roses, etc) che spesso sono solo progetti “solisti” degli ex cantanti con nuove line-up (anche se questo non è il caso dei Bluvertigo)? 

Tendenzialmente penso che la maggior parte delle reunion, almeno per quello che ho visto, avvengano per denaro, magari nella tua epoca svolgi un lavoro all’apice e crei un tenore di vita così alto che dopo un po’, quando il gruppo non esiste più, non lo puoi mantenere e quindi ci sono ottimi esempi e pessimi esempi.

Non pensi che gli stessi fan debbano ribellarsi a queste operazioni perchè in un certo senso si possono sentire “presi in giro”?

No, per me non è così, ci sono delle varianti sul caso che non mi fanno ragionare così. Per esempio, io ho sempre amato i Bauhaus e non ho avuto la possibilità di vederli dal vivo perchè si erano sciolti. Vederli cinque anni fa all’Alcatraz di Milano è stato fantastico, un po’ perché ai tempi non suonavano in posti tipo l’Alcatraz, poi perchè erano assolutamente in forma ed è stato bellissimo poter vivere quel concerto… ho visto anche i Sister Of Mercy ed è stata una merda nel senso che, ma anche no!, ho buttato via i soldi e in quel caso non è che mi lamento però non andrò più a vederli, poi non era neanche una reunion perchè c’era solo Andrew Eldritch.  Me lo hanno detto (poter vedere i Bluvertigo riformati poichè molte persone all’epoca erano più piccoli o non avevano avuto la possibilità) anche nel vano tentativo di rivederci, ma i Bluvertigo non sono più quella roba lì… non era quella la logica su cui volevo riunire la band.

Ti capita ancora di vedere Mtv Italia o Mtv USA in tv o sbirciare sui loro siti? Se, come è stato fatto in passato per vari nomi famosi in America per la trasmissione “24 Hours of” (con i Foo Fighters e Courtney Love), avessi le chiavi di Mtv per ventiquattro ore cosa faresti?

Allo stesso modo, farei una ricerca di quello che veramente mi piace dai video alla musica, alla video arte… per quanto riguarda il discorso Mtv mi piaceva “Brand New” però io ora non guardo più quel tipo di programmi, di canali… guardo più i documentari, oggi però ci sono i canali satellitari, una scelta che esula molto da quello che era in principio… mentre Mtv Italia con “Fuori dal tempo” aveva bisogno di far vedere qualcosa di diverso, di differente, oggi neanche ti dà la possibilità di vedere musica, il più delle volte trasmette cartoni animati, reality show, non la seguo… su Sky c’è la diramazione di altri canali, li c’è il canale Brand New o altri… oggi la più grande truffa è la pubblicità su YouTube: Internet dovrebbe essere qualcosa di libero mentre invece siamo da capo, per esempio io metto il mio video su Internet e ci sono i banner, non so, di una banca e altri modi di fare pubblicità per cui mi ritrovo a essere il portatore di pubblicità che non mi dà un soldo ed è una cosa tremenda. La rete dovrebbe essere qualcosa di libero per davvero.