ERIC AVERY

di rocketsurgerywebzine

English version of the interview available at bottom of the page.

intervista: Luca Giorietto, collaborazione alla traduzione: Donata Napoli

Eric Avery è l’ex bassista originario dei Jane’s Addiction. Ne ha fatto parte dal 1985 al 1991 ed è tornato nella band nel 2008 prima di lasciarla di nuovo nel 2010. Eric ha partecipato al progetto Deconstruction con Dave Navarro immediatamente dopo lo scioglimento dei Jane’s Addiction. Successivamente ai Deconstruction, ha formato i Polar Bear attivi dal 1995 al 2000. E’ stato in tour con i Garbage durante la promozione del loro album Bleed Like Me del 2005; ha fatto un’audizione per diventare il nuovo bassista dei Metallica, ma non era una cosa che gli si addiceva molto. Nel 2007 ha lavorato brevemente con i nuovi Smashing Pumpkins per l’album Zeitgeist, ma poi non ha fatto parte della band. Nel 2008 ha pubblicato il suo primo brillante album solista Help Wanted . Eric al momento sta lavorando a nuovo materiale e questa è l’intervista che ci ha gentilmente rilasciato. 

official blog: ericavery

Da grande estimatore dei Jane’s Addiction ti chiedo il perché di questa tua partecipazione live al tour con i Nine Inch Nails e poi di nuovo la dipartita. Cos’è cambiato tra la rottura della band nel 1991 e il tuo recente abbandono?

Devo prima dire che, come in molte cose della vita, la risposta è complicata e le mie abilità di battiture limitate per cui darò una risposta abbreviata. Per una risposta completa ho dedicato un po’ di ore di domande e risposte a un devoto fan site dei Jane’s Addiction chiamato Xiola. Ma veniamo ai nostri scopi qui, ho accettato di suonare un paio di pezzi per un premio della rivista NME per onorare l’eredità dei Jane’s. E’ andato bene, sembrava che il pubblico fosse appassionato per questa cosa e mi sono lasciato infettare dalla loro passione. Pensavo di poter fare un tentativo. Da adulto ho pensato che sarebbe potuto andare bene. Tutto ciò non è però andato nella direzione giusta. Così ho lasciato di nuovo, sapendo d’averci provato e che era finita per me.

Quando eri in tour con i Jane’s Addiction nel 2009 si parlava già di un nuovo album in studio; tu avevi già ascoltato i pezzi che sarebbero finiti in questo nuovo The Great Escape Artist? Personalmente non l’ho apprezzato molto… oltre al tuo fondamentale tocco che già mancava in Strays, The Great Escape Artist è un disco di rock standard, non ha nulla di interessante e particolare. Molti fan ne parlano molto bene ma io sono del parere che, se si vuole bene a una band, bisogna anche criticarla quando si pensa si stia artisticamente danneggiando… supportarla, in questi casi, significa danneggiarla ancora di più. Che ne pensi?

Si ero molto interessato al tipo di musica che i Jane’s avrebbero potuto scrivere ora. All’inizio stavo cercando di creare nuova musica; molto prima che fosse programmato il tour Jane’s Addiction – Nine Inch Nails. Sono assolutamente convinto che meritiamo critiche. Penso che chiunque sia creativo a questo mondo deve avere a che fare con le critiche. E’ parte del lavoro. Quando crei qualcosa, quella sarà giudicata. Come artista tu crei cose su cui le persone avranno reazioni. Questo è lo scambio. E’ un buon passo ascoltare le critiche per diventare adulto. Per tutti noi. Per me è stato così.

Quanto i progetti dopo i Jane’s Addiction hanno influenzato il tuo ottimo debutto solista, Help Wanted del 2008? Trovo sia un disco bellissimo, ho ascoltato diversi album solisti di ex componenti delle mie band preferite dei decenni scorsi e il tuo è decisamente la cosa più bella che potesse essere pubblicata. Lo apprezzo dalla prima all’ultima traccia, è così dark, claustrofobico e scintillante. Questo sound riflette esattamente il periodo in cui lo hai registrato o erano semplicemente delle emozioni di cui ti volevi liberare da tempo?

Se hai pensato che Help Wanted fosse dark, allora il mio nuovo lavoro è nero come la pece. Ho semplicemente cercato di fare le cose interessanti e belle nel modo in cui ne sono capace. Alcuni lo chiamano dark, io lo chiamo bellezza. Penso dipenda da come sono fatto.

Quali sono i tuoi pezzi preferiti creati con i Jane’s Addiction? Perchè?

Three Days è il mio pezzo preferito. Quanto c’era di grandioso nei Jane’s Addcition 1.0 è in quel pezzo. In particolare Perry, parole e cantato. Mozzafiato.

Ci sarà un seguito di Help Wanted o prevedi nuovi progetti? Al momento su cosa ti stai concentrando?

Sono nel mezzo del mix finale di un nuovo album. Sono entusiasta di andare avanti.

Com’è nata la collaborazione con Shirley Manson dei Garbage per il brano Maybe? E’ stato facile creare quell’atmosfera e lavorare con lei?

Gliel’ho chiesto. Non avrebbe potuto essere più facile. Farei qualsiasi cosa per lei. Ha aiutato inoltre il fatto che il suo compagno è un fantastico ingegnere del suono, produttore e amico. Lui mi ha aiutato per il disco. Ho lavorato a buona parte dell’album nel loro salotto.

Cosa ne pensi in generale delle reunion (o finte reunion) di tante band degli anni Ottanta/Novanta? Smashing Pumpkins, Guns’n’Roses, Kula Shaker, Pixies… etc.

Le persone fanno ciò che vogliono per guadagnarsi da vivere. E’ sempre una questione di equilibrio. Cerco di tenere sotto controllo i compromessi contro la mia anima mortale. Non tutti lo fanno. Abbastanza giusto. Ma è come ho scelto di fare.

Ho letto che una delle tue artiste femminili preferite è PJ Harvey. Io adoro in particolare i suoi primi tre album. Cosa ne pensi delle sue ultime pubblicazioni? Quanto ti ha influenzato, se così si può dire, l’ascolto dei tuoi artisti/colleghi preferiti?

Divertente che tu abbia menzionato PJ. I primi tre album sono buoni quanto per me deve essere la musica pop. Non mi sono trovato molto dentro il suo ultimo lavoro. Ma stavo ascoltando Uh Uh Her mentre facevo ginnastica due giorni fa. Mi è piaciuto molto più di quanto ricordassi. Penso di averla giudicata in modo molto critico perché le mie aspettative su di lei sono molto alte. Succede anche rispetto ai registi.

In poche parole, dopo diversi anni come definiresti i progetti Polar Bear e Deconstruction?

Deconstruction è stato un album che ho dovuto fare. Professionalmente e personalmente. Tempi veramente duri per me in entrambi i casi. Non lo posso sentire ora. Polar Bear è probabilmente la mia esperienza musicale preferita di cui ho fatto parte. Sfortunatamente però, per diversi motivi, penso che non abbia mai avuto davvero delle giuste occasioni.

In merito ai Deconstruction, perchè quel disco omonimo è stato così mal distribuito? E’ una vera gemma rock-psichedelica che meriterebbe di essere molto più alla portata di tutti e non intendo solo per il download ma anche fisicamente nei negozi dove è irreperibile.

A Dave (Dave Navarro, ndt) non piaceva all’epoca. E’ andato male da subito e la casa discografica si è scusata con me per come è stato gestito il marketing. Quel disco è stato condannato a distruggersi sulla rampa di lancio.

In una intervista del 1997, parlando dei tuoi molteplici interessi, aggiungevi anche di desiderare di realizzare un magazine… condividendo con te questo interesse e pubblicando da quasi un anno Rocket Surgery, mi incuriosiva sapere che genere di magazine ti piacerebbe realizzare e per quale pubblico.

Ah. Si. Una delle mie tante idee realizzate a metà. In pratica pensavo che sarebbe stato interessante fare una rivista tipo New Scientist ma anche con un po’ d’arte. Da allora questa miscela è stata realizzata in vari modi. Ma prima di tutto bisognerebbe presentare la scienza seria in modo più bello/piacevole (come fa la rivista New Scientist). Chiamare gli artisti a lavorare con gli scienziati, soprattutto gli scrittori, per comunicare i fatti in modo da stupire e meravigliare. Questo è l’effetto che mi fa questo mondo basato sui fatti e sulle tesi.

Nella stessa intervista facevi una distinzione tra il creare per te e il creare per gli altri… Cosa di ciò che crei per te passa in ciò che crei per gli altri, oppure sono due compartimenti senza alcun punto di contatto?

Non solo c’è un punto di contatto. Sono assolutamente intrecciati. Come artista sono interessato alla comunicazione. Se non lo fossi stato non mi sarei sentito adeguato. Avrei potuto sperimentare con strumenti e saldatori tutto il giorno (e ho chiaramente fatto troppo con entrambi negli ultimi anni) se fossi stato solo interessato a mantenermi interessato. Certamente spero di poter trovare alcune persone che, là fuori, siano interessate a portare qualcosa del mio mondo nel loro.

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ENGLISH

Eric Avery is the former bass player of the Jane’s Addiction. He has been a member from 1985 to 1991 and rejoined the band in 2008 before leaving the band again in 2010. Eric participated to the Deconstruction project with Dave Navarro, immediately after Jane’s Addiction’s breakup. After Deconstruction, he formed the band Polar Bear in which he played from 1995 to 2000. He toured with the Garbage during the promotion of their 2005 album, Bleed Like Me; he auditioned to become the bass player for Metallica, but it didn’t fit Eric that much. In 2007 he worked briefly with the revived Smashing Pumpkins for the album Zeitgeist, but ultimately did not join the band. In 2008 also released his shining debut solo album, “Help Wanted”. Eric now is currently working on new stuff and this is the interview he kindly gave us.

eric avery

As a big fan of Jane’s Addiction I ask you why you played in the live tour with Nine Inch Nails and then you left again. What has changed between the breaking of the band in 1991 and now?

I should first say that, like most things in life, the answer is complicated and my limited typing skills mean I have to give an abbreviated answer here. For a complete answer I posted a few hours of a Q&A with devoted Jane’s fan site called Xiola. But for our purposes here, I agreed to play a couple of songs for an NME magazine award show that was honoring the Jane’s legacy. That went well. It seemed that people felt passionate about it and I got infected with their passion. I thought I could give it a try. As an adult I thought it might go differently. I thought it might go well. It didn’t wind up going so well. So I walked away again knowing that I had tried and that it was finished for me.

When you were on tour with Jane’s Addiction in 2009 you were already talking of a new studio album; did you have already listened to the songs that would end in this new The Great Escape Artist? Personally I didn’t enjoy it… besides in Strays I really miss your music touch, The Great Escape Artist is a kind of standard rock record, without any interesting issue. Much fans are enjoying this new album but I personally think that if you love a band you have to criticize it if you think it’s going to destroy itself artistically. To be supportive in moment like this isn’t a good choice. What do you think? 

Yeah, I was most interested in what music Jane’s would write now. I was trying to get new music going from the get go; long before we had the Nine Inch Nails – Jane’s tour planned. I absolutely believe we deserve criticism. I think anyone who is procreative in this world has to deal with it. That is part of the job description. When you create anything, it will be judged. As an artist you create things that people have reactions to. That is the exchange. Getting good at hearing criticism is an important step in becoming an adult. For all of us. At least it has been for me.

How your plans post Jane’s Addiction influenced your excellent debut solo album, Help Wanted? I think it’s a beautiful work, I heard several solo albums by former members of my favorite bands of the past decades and yours is definitely the best thing that could be published. I appreciate it from first to last track, is so dark, claustrophobic and sparkling. Does its sound reflect exactly the period in which you made it or were simply the emotions that you wanted to free up?

If you thought Help Wanted was dark then my new work is pitch black. I simply try to make things as interesting and beautiful as I am able. Other folk call it dark, I call it beautiful. I guess that is how I am wired.

What are your favorite songs created with Jane’s Addiction? Why?

Three Days is my favorite. Everything that was great about Jane’s 1.0 is in that one song. Especially Perry, words and vocals. Stunning.

Will there be a sequel to Help Wanted or you are planning new projects? What are you concentrating on at the moment?

I’m in the middle of final mixes on a new record. I’m stoked to move forward.

How did the collaboration with Shirley Manson of Garbage for the song Maybe started? Was it easy to create that atmosphere and work with her?

I just asked Shirley. Couldn’t have been any easier. I love that woman. I’d do anything for her. It also helps that her man is a great engineer, producer and also friend. He was helping me with the record. I actually did a good amount in their living room.

What do you think in general of the reunions (or fake reunions) of many bands of Eighties/Nineties? Smashing Pumpkins, Guns’n’Roses, Kula Shaker, Pixies… etc.

Folks do what they feel they need to do to make a living. It’s always a balancing act. I try to keep the compromises in check against my mortal soul. Not everyone does that. Fair enough. But that is how I choose to do it.

I read that one of your favorite female artists is PJ Harvey. I love especially her first three albums. What do you think of her latest works? How much have you been influenced, so to speak, by listening to your favorite artists/colleagues?

Funny you mention PJ. First three albums are as good as pop music gets for me. Haven’t been as into her later work. But I was just listening to Uh Uh Her while working out two days ago. I liked it much more than I remembered. I think I judged her work really critically because my expectations of her are so high. Happens with film makers as well.

In short, after several years how would you define the Deconstruction and Polar Bear projects?

Deconstruction was a record I had to make. Professionally and personally. Really tough time for me in both regards. Can’t listen to it. Polar Bear is some of my favorite music I’ve ever been a part of. Unfortunately I think, for many reasons, it never really got a fair chance.

With regard to Deconstruction, why that album got such a bad distribution? It’s a real psychedelic-rock gem that deserves to be much more affordable for everyone, I mean not only for the net but also in the stores where it is unavailable.

Dave didn’t like it at the time. It came apart as we released it and the record company apologized to me for how the marketing was handled. That record was doomed to destruct on the launchpad.

In a 1997 interview, talking about your various interests, you also said you wanted to create a magazine… since I share with you the same interest and publishing Rocket Surgery webzine for almost a year now, I was curious to know what kind of magazine you’d like to create and for what kind of audience.

Ha. Yes. One of my my many half baked and under hustled ideas. Basically I thought it would be cool to make a magazine like New Scientist but with a little bit of art culture as well. People have since done this blend a number of ways. But firstly making the information of hard science presentation more beautiful/palatable (like New Scientist magazine). Hire artists to work with scientists, especially writers, to communicate the facts as vehicles to wonder. What this facts based world does for me.

eric avery_bass

In the same interview you made a distinction between creating for you and creating for others… Of what you create for yourself what goes into what you create for others, or they are two compartments with no point of contact?

Not only is there a point of contact. They are absolutely intertwined. As an artist I am interested in communication. If I’m not then why leave the house. I could tinker with gadgets and soldering irons all day (and I have clearly done too much of both over the past few years) if I was only interested in keeping myself interested. I certainly hope I can find some folks out there who will be interested in me bringing the news from my world into theirs.