RAIN PHOENIX

di rocketsurgerywebzine

English version of the interview available at bottom of the page.

intervista: Luca Giorietto, collaborazione alla traduzione: Donata Napoli

Nuova intervista a Rain Phoenix attrice e cantante dei Papercranes. Per qualche personale ragione, Rain non ama parlare del mondo del cinema e delle celebrità per cui sono state tagliate alcune domande alle quali ha preferito non rispondere, ma nell’intervista che ci ha gentilmente concesso ha manifestato quanto per lei sia importante fare arte.

official website: papercranesmusic.com

facebook: papercranesmusic

pics by AJ Mason

Complimenti per lo splendido nuovo lavoro dei Papercranes, Let’s make babies in the woods. I testi e le armonie melodiche sono struggenti, Synapses e Sea Red sono due singoli fantastici, bellissimo e onirico il video del primo; tra Vidalia e questo nuovo lavoro come si è sviluppata la stesura del nuovo materiale? Quali differenze ci sono? 

Grazie per le belle parole. Su Vidalia e Let’s make babies in the woods ho scritto i testi in un flusso di coscienza. Ecco perché sono simili. La differenza sta invece nel fatto che in Let’s make babies in the woods abbiamo deciso di fare un disco sperimentale. La band al completo ha suonato la maggior parte senza stacchi, ottenendo risultati immediati.

Parlando di video musicali invece, i Papercranes lavorano con il regista al concept o scelgono lui/lei per il suo stile avendo fiducia nel risultato finale?

Sono stata molto fortunata con i registi con cui ho lavorato per i nostri video musicali. Antoine Wagner, Amanda Demme e June Sandova (presto ci sarà dell’altro!). Ognuno di loro ha portato un sacco di idee visive e sono stati aperti a collaborare con me. Questo è importante per me tanto quanto io odio l’idea di avere un video con cui non ho alcuna connessione emotiva.

E inoltre c’è un artista grafico con cui desidereresti collaborare in futuro?

 Non ho in mente nessuno. Qualche suggerimento?

 Farete qualche data in Europa e soprattutto in Italia, oltre che negli Stati Uniti?

Speriamo di suonare in Europa per settembre, il nostro disco esce l’11 luglio nel Regno Unito.

Pensi che sia molto più difficile avere credibilità nella musica quando provieni dall’universo cinemaografico? Se si, perchè? Che ne pensi nel caso opposto?

Penso che nulla sia difficile se hai integrità in ciò che fai. Io sono un’artista. Faccio cose diverse. Le persone possono avere le loro opinioni riguardo ciò che faccio e su come influisce sulla mia carriera. Il mio lavoro è solo fare arte. Io devo cercare di concentrarmi su questo, senza essere travolta dalle opinioni altrui.

Da grande ammiratore della tua prima band, gli Aleka’s Attic: pensi che realizzerai mai l’album inedito che sarebbe dovuto essere pubblicato con la Island Records negli anni Novanta? Across the way è uno dei miei brani preferiti di tutti i tempi e detesto che molte persone non ricordino o non conoscano quel pezzo… è un peccato che quei brani possano essere trovati solo in rete come demo.

Amo anche io quella band! Ho fatto mixare i brani e ho intenzione di realizzarli, ma sfortunatamente ci sono musicisti che non vogliono firmare per la loro pubblicazione senza essere pagati profumatamente e questa cosa mi sconvolge molto. Volevo dare i proventi del disco a un ente di beneficenza per conto di mio fratello (River Phoenix, ndt)). Esiste una pagina di MySpace degli Aleka’s Attic con quattro brani dall’album Zero, che è il titolo che gli avrei voluto dare, basato sul palindromo “never odd or even“ (mai pari o dispari, ndt) per cui Zero.

La tua musica sembra come una continuazione più matura di quella prima band, una musica fatta di melodie sognanti e una voce che si dimentica difficilmente, sei d’accordo?

Grazie di nuovo. Le interpretazioni degli ascoltatori sono quello che per me ha importanza.

 Parlando invece di film, tornerai sullo schermo?

Forse. Dipende dal tipo di progetto. Non penso che oggi si facciano ancora buoni film.

Ti piacerebbe lavorare di nuovo con Gus Van Sant? Ho visto la tua intervista tra gli extra di Belli e dannati ( My own private Idaho, film del 1991 con protagonista suo fratello River Phoenix e Keanu Reeves, ndt) e ho amato il modo in cui descrivevi limpidamente la persona che è, così professionale ma distante dalle tecnologie usate oggi nel fare film, tecnologie che spesso distorcono e saturano l’estetica dei film, privandoli della loro reale bellezza. Nella stessa intervista c’era un paragone tra i dipinti di Gus e gli scenari in cui c’è Mike (il protagonista del film, ndt) e so che sei appassionata anche di fotografia… cerchi questi dipinti e atmosfere sognanti nelle immagini?

Gus è veramente originale. Sarebbe un onore lavorare di nuovo con lui. Io fotografo quello che vedo. Spero che sia pittorico e sognante!

pics by Ramon Felix

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ENGLISH

A new interview to the actress and singer of the Papercranes: Rain Phoenix. For some personal reason, Rain does not like to talk about the world of cinema and celebrities that have been cut off questions that she prefered not to respond, but has kindly granted the interview that showed how important it is for her to make art.

Congratulations for the splendid work of the new Papercranes album “Let’s make babies in the woods”. The lyrics and the melodies are poignant, Synapses and Sea Red are two great singles, beautiful and dreamy the video of the first; how did you develop the writing of new material after Vidalia? What are the differences?

Thank you for the kind words. On Vidalia and Let’s make babies in the woods I wrote in a stream of consciousness way lyrically. That is how they are similar. They are different in that, on Let’s make babies in the woods we decided to make an experimental record. The whole band recorded and played mostly without retakes, and came up with parts on the spot.

Talking about music videos, do the Papercranes work with the director to the concept or choose him/her for his/her style, trusting in the final result?

I’ve been very lucky with the directors I’ve gotten to work with for our music videos. Antoine Wagner, Amanda Demme and June Sandova (more soon!). Each of them brought a lot of visual ideas, but also were open to collaborating with me. That’s important to me as I hate the idea of having a video out that I didn’t have an emotional connection with.

pic by Marcela Martinez

And also, is there a graphic artist you would like to collaborate with in the future?

None off the top of my head. Any suggestions?

Will you play any gigs in Europe and perhaps in Italy, other than in the States?

 We are hoping to play in Europe in September. Our record comes out July 11th in the UK.

Do you think that it is more difficult to achieve credibility in the music field when coming from the movie universe? If so, why? What about the inverse?

I don’t think anything is difficult if you have integrity in what you do. I’m an artist, I do many different things. People may have their opinions about what I do and how it affects my career. My job is to just make art. So I have to try keep my focus on that, and not be swayed by opinions.

 As a great admirer of your first band, Aleka’s Attic: do you will ever release the unreleased album that was supposed to be released with Island Records in the Nineties? “Across the way” is one of my favorite songs of all time and I hate the fact that many people do not remember or do not know it… it’s really a shame that certain songs can be found only as demo on the net.

I loved that band too! I did mix the songs and had the intention of releasing them, but unfortunately there were musicians who would not sign their releases without a fat paycheck and that upset me too much. I wanted to give the record to a charity on behalf of my brother (River Phoenix). There is a myspace page for Aleka’s Attic with four of the songs from the record Zero. That is what I was going to call it. It was based of the palindrome ‘Never odd or even” hence Zero.

Your music now seems like a more mature continuation of that first group, a music made up of dreamy melodies and a voice that is hard to forget, do you agree?

 Thanks again. Interpretations by listeners are what matters most to me.

Talking about movies, will you come back again on the screen?

Maybe. Depends on the kind of project. I don’t think there are many good movies being made anymore.

 Would you like to work again with Gus Van Sant? I saw your interview in the extras of My Own Private Idaho and I loved the way you clearly described the type of person he is, so professional but distant from all the technologies used today in movie making, technologies that often distort and saturate movies aesthetically, depriving them of their real beauty. In the same interview there was a comparison between the landscapes painted by Gus and those of Mike (the leading character of the movie, ndt) and I know that you are also passionate about photography… do you search this painty and dreamy atmosphere in pictures?

Gus is a true original. I would be honored to work with him again. I photograph what I see. I hope it is painty and dreamy!