JILL EMERY

di rocketsurgerywebzine

English version of the interview available at bottom of the page.

intervista: Luca Giorietto, collaborazione alla traduzione: Donata Napoli

Jill Emery è un’artista americana. Pittrice insolita e viscerale di acrilici e canvas, i suoi temi principali sono le emozioni attraverso le persone, gli animali e la natura e la loro connessione. Nota per aver militato tra gli anni Ottanta e Novanta nelle formazioni Super Heroines, Mazzy Star e Teardrain, lo è soprattutto per essere stata la bassista originaria delle Hole di Courtney Love. Con le Hole registrò il folgorante album di debutto “Pretty on the inside” e ne curò in parte la grafica dipingendo un quadro per il retro copertina. Dopo anni di assenza mediatica e dopo una sua recente intervista su Mtv America, all’interno del documentario su Courtney Love, Jill ha concesso un’intervista per Rocket Surgery.

official website: jillemeryart.blogspot.it

Prima di tutto ci tenevo a dirti che per me è un onore poter intervistare una grande artista visiva e musicale come te nonchè uno dei membri della fondazione originaria delle Hole, è stata una vera sorpresa per me (e credo per molti altri fan di vecchia data) vederti in tv nel documentario di Courtney Love trasmesso lo scorso anno da Mtv. Quali sono gli artisti che ti hanno ispirato e che continuano a ispirarti?

Emil Nolde (pittore tedesco 1867-1956, ndt), non il suo intero lavoro, piuttosto i suoi paesaggi marini e le nuvole così pieni di turbolenze e vita… è come guardare un essere umano. Alcuni lavori di Mamma Andersson (artista svedese contemporanea, ndt) mi trasmettono una sensazione di isolamento, sia che si tratti di un gruppo o un paesaggio. Mi piace l’espressionismo astratto, il movimento, l’azione e il sentimento.

Come ami definire la tua arte? Ne hai una definizione ben precisa o è mutata nel tempo?

Dovrei dire espressionismo che mi dà libertà di colore e distorsione, le regole non sembrano esistere. Io sono un tipo “fai da te”, mi piace imparare e creare autonomamente. Negli anni Settanta ho incontrato tanta gente che la pensava come me… un mio amico artista, DeLeon, faceva delle esibizioni di arte punk/sperimentale a Pomona (California) e quello era una grande posto per iniziare; Rozz Williams e Steve Darrows (componenti degli Asexual, ndt) erano lì con noi e suonavano, eravamo tutti interessati al punk rock e scrivevamo ciò che sentivamo, sembrava che tutto scorresse così come la mia vita… sai, attraverso queste tue domande mi rendo conto che c’è come un filo che unisce musica e arte, come se si fossero a un certo punto incontrate su un sentiero comune, così nel 99% delle volte gravito intorno alla malinconia, oppure intorno al genere attivista.

In che modo le due passioni interagiscono? Voglio dire, la tua musica influenza il modo in cui dipingi, e viceversa?

 Non so ma mi piace ascoltare la musica mentre dipingo, e direi che mi appassionano entrambe.

Hai in programma mostre dei tuoi quadri? Hai mai esposto in Italia?

Molto tempo fa un altro artista di nome Bartolomeo Migliore (artista torinese contemporaneo, ndt) mise insieme una mostra collettiva alla Galleria Crossing di Portogruaro in Italia. Ho fatto mostre in giro, soprattutto negli Stati Uniti. Devo ammettere che Etsy (mercato virtuale dedicato all’handmade, ndt) e il mio sito sono perfetti per l’interazione e le vendite. Ho anche fatto un paio di fanzine/libri, come “Colouring outside the lines” e “Penny-Anti”.

Trovo che nei tuoi quadri tu esprimi lo stesso vigore, la stessa gioventù eterna che contraddistingue musicisti come i Sonic Youth: i soggetti sono figure primitive, essenziali, caratterizzate da un dinamico squilibrio nel loro equilibrio, livide ma vive nonostante tutto. Ti ritrovi in questa analisi?

Beh Luca, dovrei dire che accetto quel che dici come un complimento e apprezzo la tua rappresentazione del mio lavoro, visto che lo hai segnato in modo così perfetto… l’unica cosa da aggiungere sarebbe certamente l’emozione che sento mentre dipingo, sia che si tratti del ritratto di una persona o un animale, per esempio l’isolamento, la rabbia, la tristezza, l’incredulità del genere umano o la crudeltà, lo smarrimento, ma voglio trovare positività, perché esiste e di solito non c’è alcuna rinuncia.

Il web ti aiutato nella ricerca di ispirazione? O di comunicazione? Ho notato che hai anche una pagina su Flickr…

Amo Internet per comunicare, voglio dire, l’email è un ottimo rompighiaccio per me. Quanto all’ispirazione non ne sono sicura, sto un po’ sulle spine quando sono al computer.

Hai progetti musicali da solista?

Non posso dire di averne, mi piacerebbe suonare ma le fasi di produzione sono una cosa diversa.

Cosa ne pensi dell’attuale mondo musicale? Sia nel mainstream che nel settore della musica indipendente, ci sono artisti interessanti che hai scoperto, che segui o continui a seguire?

Mi piacciono gli Smog (band alter ego di Bill Callahan, ndt), i loro pezzi sono come poesie che incontrano un diario sognante e nonsense… a Stacie piacevano gli Smoke (rock band statunitense, ndt) anni fa, quando fecero da supporter a Cat Power (cantautrice statunitense, ndt)… beh, sono tornata ad ascoltare quel disco (“Another reason to fast”, 1995) e lasciami dire che quel disco è incredibile, ascolta i testi… senti la fine, l’isolamento, il tentativo di sopravvivere e la musica si sposa perfettamente… mi piace ancora ascoltare gli Acetone (alternative rock band statunitense, ndt)… Recentemente ho incontrato Mark (Mark Lightcap, ndt), il chitarrista, che vive proprio dietro l’angolo, e sono contenta di avere avuto la possibilità di conoscerlo un po’ meglio, è divertente e talentuoso. Mi piacciono tante cose ma spesso ascolto roba vecchia, sono quasi ossessionata dalle varie cose che mi piacciono, da Bob Dylan a Patty Smith, la sua voce è più forte che mai, mettici pure del jazz e io sono a posto.

E nella pittura hai scoperto realtà altrettanto interessanti grazie al web e ai social network?

Sono un po’ lenta quando si tratta di altri, comunque ho imparato molto negli ultimi anni attraverso mostre in musei d’arte contemporanea e documentari, e talvolta vado sui siti web degli artisti e dei loro lavori. Di solito apprezzo i tocchi personali e fantastici.


Da grande fan degli anni Novanta e delle Hole, ho un paio di domande in merito: ho sempre amato il tuo dipinto nel retro copertina di “Pretty on the inside”. Quel dipinto fu concepito per quel disco o è stato utilizzato dopo?

Courtney all’epoca mi chiese se volessi fare un dipinto per “Pretty on the inside”, pensai ai testi e a come catturarli, feci il dipinto, lo portai durante le prove e credo piacque a tutti, è stato molto fico per me.

Ho sempre amato pensare che il video di “Garbadge Man” ricollegasse bene quella musica così viscerale e quell’artwork così intenso, soprattutto la scena in cui Courtney è chiusa nell’auto mentre fuori piove ricorda un insieme di grosse pennellate di colore sui vetri che, in un certo senso, richiamano il tuo dipinto… è solo una mia impressione o c’è veramente un nesso? Chi fu il regista di quel videoclip? Non ho mai trovato online informazioni in proposito.

Credo di non sbagliarmi, il video fu diretto da Kevin Kerslake (regista, ndt). Devo dire che il pezzo era talmente bello che avremmo potuto fare anche una cosa alla Warhol, tipo mostrare un barattolo di zuppa e piangere, avrebbe funzionato ugualmente. Non so perché dico così.
Penso anche che quello che hai detto sulla pioggia e la pittura è più realistico, sei molto percettivo.


  Quali differenze trovi nei gruppi di cui hai fatto parte? Nel documentario su Courtney Love, hai espicitamente detto che te e Caroline Rue (batterista delle Hole, ndt) avete lasciato la band perchè non volevate diventare forzatamente pop…dopo tanti anni cosa ne pensi del disco successivo “Live through this”?

Penso che la maggior parte dei gruppi in cui ho suonato hanno avuto strade simili. Come le Hole, Mazzy Star, Super Heroines e altri progetti che ho provato a fare, hanno in comune cose come la morte, la malinconia, l’isolamento, la confessione, la perdita e l’aggressione, sì, anche nei Mazzy Star, non nelle parti psichedeliche… pensa a questo testo di Hope (Hope Sandoval, cantante della band, ndt) “Porta via qualsiasi cosa che vada bene, Dai una forma ai cerchi nella mia mente, Fammi sentire come se appartenessi a te anche se non è vero” parla proprio di questo… di “Live through this” (secondo album delle Hole, ndr) non posso dire che ne ho una copia, ma a quei tempi ricordo che “Violet” e “Doll Parts” erano canzoni in cui avevo una parte ma di cui non ho ottenuto crediti. Per quanto riguarda gli altri brani, mi sono sembrati come un giocatore di football che indossa un vestito e cerca di sembrare pop, beh, è una brutta analogia ma è come mi sono sentita quando Courtney ha voluto ridisegnare la sua nuova sensibilità pop. Mi sembrava finta.
So che non saremmo potuti essere aggressivi per sempre, ma avrei preferito intraprendere un percorso più dark, in cui già ci trovavamo, sviluppato in modo più naturale. So che voleva andare dove era il denaro ma poteva cercare di capirlo, hey a chi non piacciono i soldi? Io non volevo continuare in modo falso e con crudeltà.

Nei tuoi lavori sembra esserci uno sguardo profondamente naturalista, nel senso che ritrai tutti i tuoi soggetti con una sorta di interesse etologico, come se stessi analizzando il comportamento animale di specie a rischio estinzione… che ne pensi?

Mi intristisco perché capisco che non c’è stabilità e talvolta sono presa alla sprovvista dalla mancanza di compassione, poi quando mi capita di vedere compassione o gentilezza mi vengono le lacrime agli occhi… guardo sempre al comportamento umano… il motivo per cui dipingo animali è che voglio che la gente li guardi come creature viventi con emozioni e sentimenti e per questo li consideri.

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ENGLISH

Jill Emery is an American artist. Painter unusual and visceral acrylics and canvas, her subjects are principalli emotions through people, animals and nature and how everything is connected to himself. Known for having played in the Eighties and Nineties in the Super Heroines, Mazzy Star and Teardrain formations, she especially known for being the original bassist of Courtney Love’s rock band Hole. With the Hole she recorded the brilliant debut album “Pretty on the inside” and took care of the graphics by painting a picture for the back cover. After years of absence and after a recent media interview on Mtv’s America, inside the documentary about Courtney Love, Jill has been interviewed for Rocket Surgery.

First of all, I wanted to tell you that for me is a great honor to interview a great visual and musical artist like you and one of the original founding members of Hole; it was a real surprise for me (and, I believe, for many other fans) to see you on tv last year in a documentary about Courtney Love on Mtv.
What are the artists that inspired and continue to inspire you and why?

Emil Nolde, not his body of work but I gravitate toward his seascapes and clouds, they are so full of turbulence and life… its like looking at a human. I like some of Mamma Anderssons work… it brings to me a feeling of isolation, whether a group or landscape. I like abstract expressionism, the movement, action and feeling.

How do you define your art? Do you have a precise definition of it or it has changed over time?

I would have to say expressionism, it lends me the freedom of color and distortion, rules don’t seem to exist.

How did your passion for paintings start? And the music?

Everything about me has to be a diy type, I love to learn and create on my own. So I met people who were like minded… in the late Seventies a friend art, DeLeon, was doing punk/experimental/art shows in Pomona CA, so there was a great place to start, Rozz Williams and Steve Darrow also were around for us to play music. We were all into punk rock and we just wrote whatever we felt and it all organically appeared just as my life goes; you know, with your questions I realize there is a similar thread that goes through all the music and artwork that feel like they all meet up on a path, so 99% of the time I gravitate toward the melancholy, or stand up for your rights type of stuff.

How do the two passions interact? I mean, does your music influence the way you paint, and the contrary?

I dont know but I like to listen to music while I paint, and I say I’m passionate about both.

Are you planning exhibitions of your paintings? Have you ever exhibited in Italy?

A long time ago a show put on by another artist, Bartolomeo Migliore, put together a group show at Galleria Crossing Portogruaro, Italy. I have had shows here and there, mostly in the States. I have to say Etsy and my website really suite me for interaction and sales. I also did a few zine/book things that have been great like “Colouring outside the lines” and “Penny-Ante”.

I find that in your pictures you express the same vigor, the same eternal youth that distinguishes artists like Sonic Youth: those figures are primitive, essential, characterized by a dynamic imbalance in their balance, bruised but alive nonetheless. Do you find yourself in this analysis?

Well Luca, as I would have to say, I accept that as a compliment and appreciate your depiction of my work, since you hit it so perfectly; the only thing I can add would be it certainly must be emotions I feel as I put them down on canvas, whether a portrait of a person or animal, say isolation, anger, sadness, unbelieving of mankind or cruelity, bewilderment, but I want to find positiveness because it does exist and there’s usually no giving up.

Does the Internet help you find inspiration? Or it’s a better way to communicate? I noticed you also have a page on Flickr…

I love the Internet for communication, I guess I mean email, it’s a great ice breaker for me. Inspiration I’m not too sure… I get a little antsy at the computer.

You have solo musical projects?

Can’t say I do, I would love to play but weeding and finding is a different story.

What do you think of the current music scene? Both in the mainstream or through the independent music, are there interesting artists you’ve discovered, you followed or continue to follow and you would like to share with us?

I like Smog, it’s like someones personal poetry meets dreamy non sensical journal; Stacie had told me she loved Smoke years ago, when they opened for Cat Power, well I go back to that record (another reason to fast) let me tell you that record is incredible, listen to the lyrics, you feel the end, the isolation, the trying to survive, the music fits right in with it, I still love to put acetone on. Recently met up with Mark, the guitarist, he lives around the corner, I’m glad I got to know him a little better, he’s funny and talented. So much I like but I listen to old stuff a lot, I get a little obsessed with what I love, anywhere from Bob Dylan to Patti Smith… her voice is stronger than ever, throw jazz in there and I’m set.

And in the visual art scene as well, did you find really interesting stuff through the web and social networks?

I’m a slow starter when it comes to others, however I have learned a lot in the recent years through exhibits at contemporary museums and documentaries, and sometimes I’m directed to artist’s websites and their work. I usually like the funkiness and personal touches.

As a great fan of the Nineties and Hole, I have a few questions:
I’ve always loved your painting on the back cover of “Pretty on the inside” the painting was intended and made for that record or was just used after?

Courtney at the time asked me if I would like to do a painting for “Pretty on the inside”, I thought about the lyrics or my take, made the painting, brought it to rehearsal and I believe everyone liked it, so that was pretty cool for me.

"Pretty on the inside" painting for the album back cover

I’ve always thought that the video for “Garbadge Man” reconnect the good and visceral music with that great and intense artwork, especially in the scene in which Courtney is closed in the car while it’s raining outside and the band plays outside, the rain reminds me of large strokes of color on the windows that, in a sense, resemble your painting… is it just me or is there really a link? Who was the director of that video? I’ve never found any kind of online information about it.

Man… I hope I’m right, I think the director was Kevin Kerslake. I have to say the song was so good that we could have even done a warhol thing and just showed a can of soup crying and it would have worked, I’m not sure why I said that. I also think that what you said about the rain and the painting is more realistic, you are perceptive.

What difference did you find between the groups you were part of? In the documentary about Courtney, she explicitly said that you and Caroline Rue left the band because you wanted to forcefully become pop .. after so many years what do you think of the next disc “Live Through This”?

I think most of the groups I played in had very similar ways about them. Like Hole, Mazzy Star, Super Heroines and many of the projects I tried to do, have commonalities like death, melancholy, isolation, confessional thoughts, loss and aggression… yeah, even in Mazzy Star, not just the psychedelic parts but how about these lyrics from Hope (Hope Sandoval, Mazzy Star’s singer ) ‘Take away everything that feels fine, Catch a shape in the circles of my mind, Make me feel like I belong to you, Make me feel even if it ain’t true” talk about laying it out there… about “Live Through This”, I can’t say I have a copy but at the time I remember “Violet” and “Doll Parts” were songs I was a part of and got no credit or residuals, and other songs that I heard on there felt like a football player putting a dress on and trying to be, I guess, pop, well that’s a bad analogy, but that’s how I felt when Courtney wanted to design her new pop sensibilities… it felt fake.
I know we couldn’t stay aggressive, it would be to assaulting however I would rather have gone on in a dark vein which we already were, but grown into something organically. I know she wanted to be where the money was and she could try and figure that out, and hey who doesn’t like money? But I don’t go for fake thrown in with cruelity.

Back to your painting, I have one last question: in your work there seems to be a completely natural look, in the sense that you depict all your subjects with a kind of ethological interest, as if you were analyzing the behavior of animal species threatened with extinction… what do you think?

I get kinda sad, I realize there’s no permanence, and I sometimes am taken back by lack of compassion, then again when I see compassion or kindness it can bring me to tears, I’m ever looking at human behavior, the reason I tie animals in paintings is I want people to look at them as living creatures with emotions and feelings and to regard them with just that.