NICK EGAN

di rocketsurgerywebzine

English version of the interview available at bottom of the page.

intervista: Luca Giorietto / Giovanni Masi, collaborazione alla traduzione: Donata Napoli

Nick Egan  è un regista di origini britanniche che lavora dal 1976 nell’industria dell’arte, del design regista di video musicali e pubblicitari. Tra i suoi lavori copertine, direzione di lavori fotografici, video musicali dagli anni Ottanta, pubblicità televisive e web design. Negli anni Settanta, Nick era ben noto come designer a stretto contatto con la scena punk rock inglese , lavorando per gruppi come  Clash, Bow Wow Wow e più tardi Dexy’s Midnight Runners. Ha stabilito una lunga collaborazione con Malcolm McLaren, manager dei Sex Pistols e di Vivienne Westwood. Ha lavorato agli album Duck Rock e Fans di McLaren e curando la direzione artistica delle prime sfilate londinesi e parigine della Westwood.

official website: nickegan.com

Prima di tutto vorremmo chiederti: quando hai iniziato ad interessarti all’arte, al design, alla pubblicità e ai videoclip?

Da che ricordo, mia madre amava l’arte, in particolare gli impressionisti. Lei mi comprò una tela e alcuni colori e pitturammo un quadro insieme, quella fu l’unica volta che lo abbiamo fatto. È stato un momento importante per me. Il suo amore per Monet e Manet valeva quanto mille lezioni d’arte.

Da cosa prendi spunto? Da quali artisti in particolare?

Wow, questa è una lunga lista, ecco qua: Jean Michel Basquiat, Brett Whitely, Francis Bacon, Dondi White, Andy Warhol, Robert Rauschenberg, Frank Stella, Modigliani, Dali, Picasso, Lee Miller, Man Ray, Irving Penn, Federico Fellini, Michelangelo Antonioni, Julia Margaret Cameron, Christian Dior, Elsa Schiaparelli, David Bowie, Bryan Ferry, Orson Welles, David Lean, Nicolas Roeg, The Situationists, Stanley Kubrick.

Quali posti, magazine, blog, siti web visiti per cercare ispirazione per il tuo lavoro?

Attraverso la ricerca, la conoscenza di ciò che influenza le persone con cui lavori, il senso dell’umorismo, l’istinto.

In che modo il lavoro di artista ha cambiato la tua vita? Pensi di avere un punto di vista diverso per esempio?

Io vedo assolutamente le cose in modo differente, vedo le cose che gli altri non colgono, come in una illuminazione, ogni cosa per me è, o ha, la possibilità di essere arte. L’arte ha fatto della mia vita una galleria d’arte permanente.

Nick sei un artista a 360 gradi: in cosa ti esprimi meglio? Intendo ti senti più a tuo agio nella pittura, nella regia o nell’illustrazione?

Come ho detto precedentemente, mi piace la manualità del dipingere, la pittura sui vestiti e sulle mani, le pareti, il pavimento come fossero una tela. Amo gli sbagli, le sbavature, lo sgocciolamento del colore, tutte le cose che non puoi pianificare, quelle che ti portano all’imprevedibilità. Odio l’ordine, che è facile; il caos e il disordine sono molto più complessi da padroneggiare.

Cosa significa essere regista di videoclip oggi rispetto ai tuoi esordi?

Non è più una cosa esclusiva, gli anni Novanta hanno cambiato le cose. Lo immaginavo simile al periodo dei Surrealisti a Parigi, un gruppo di individui con una causa comune e che esprimevano l’arte attraverso la musica, era un periodo incredibile per la creatività. Mi spiace dirlo ma le persone sono meno creative, hanno troppa paura di perdere i loro 15 minuti (di popolarità, ndt); il modo migliore di fare arte è quando non te ne frega un cazzo di ciò che è popolare o sicuro.

Quale è stata la tua migliore collaborazione a livello umano e artistico?

Dovrebbe essere quella con Malcolm McLaren, un genio, il modo in cui ha preso cose che non avevano alcun rapporto tra di loro è stato il suo scopo di vita, lui odiava le convenzioni. Non avrei potuto avere un mentore migliore, quello che mi ha trasmesso è inestimabile, il modo in cui penso, il modo in cui guardo un quadrato e lo chiamo triangolo. Inoltre lui mi ha insegnato che si può avere l’intervista più bella e illuminante o la peggiore offesa, la maggior parte della gente non si preoccuperà di ciò che è scritto, ma vorrà solo essere sicura che la foto sia venuta bene, questo è quello che ricorderanno. Mi ha anche insegnato che tutto ciò che accade all’interno e intorno a un progetto è importante quanto il progetto stesso, era da lì che nascevano le leggende. Ho anche amato lavorare con Michael Hutchence e mi piace tutt’ora lavorare con John Taylor, perché vediamo le cose allo stesso modo ed è una cosa rara/inusuale.

Cosa ne pensi della scena mainstream? Ci sono artisti con cui ti piacerebbe collaborare o preferisci cercare nuove realtà nella rete?

Hmmmmm, penso che la parola “mainstream” mi fa sentire male, odio qualsiasi cosa “mainstream”. C’è un sacco di buona musica in giro, amo profondamente i Nouvelle Vague, niente batte un French Chantreusse (cantante francese, ndt) o, in questo caso, due. Anche The Death Set e Band of Skulls.

Come vedi il futuro del videoclip? Internet riuscirà a valorizzarli o annienterà la loro funzione disperdendoli?

Il problema è, citando i Duran Duran, che c’è “too much information” (troppa informazione, ndt), sembra come se nessuno guardi ma tutti “postino” cose, YouTube è la nuova Mtv, ma l’unico lato negativo è l’ammontare di assoluta schifezza tra cui ti devi aprire un varco e che può essere sconcertante. Questo ti darà un’indicazione di come il business è cambiato: l’intero budget per “AYNIN” (All You Need is Now, il nuovo singolo dei Duran Duran, ndt) è stato di 30.000 dollari, mentre nel 1993 quando ho girato Ordinary World (singolo estratto da The Wedding Album dello stesso gruppo, ndt) il budget era di 250.000 dollari. Il mio corrispettivo dell’epoca era lo stesso che il budget attuale, inflazione al rovescio.
Penso che i budget andarono fuori controllo in rapporto all’ego dei registi e la generazione dopo di me ha fatto sì che tutto andasse in malora. Erano in quel business per le ragioni sbagliate, Mac Gee, Hype Williams, quel ragazzo Myers, hanno solo copiato gente come Mark Romanek, Stephane Sednaoui, Jake Scott e me. Mi fa schifo, zero talento, 200% ego. Quindi oggi non è così attraente per quei “registi aziendali” se non possono volare in prima classe o alloggiare in Hotel a 5 stelle. Spero che qualcosa di radicale e nuovo venga fuori da questa Social Network Generation.

Riguardo il video Sunday Morning Call degli Oasis, ti sei ispirato al film Qualcuno volò sul nido del cuculo? Come è iniziato tutto?

Si, il massimo dei voti per averlo notato, Qualcuno volò sul nido del cuculo e Trainspotting, non avevo mai fatto una narrazione lineare prima di questo video. Né io, né la band stessa volevamo che i ragazzi comparissero nel videoclip, ma la casa discografica insisteva. Credo che quasi tutti i miei video hanno avuto qualche tipo di riferimento cinematografico, quello per Live Forever (Oasis, 1995) aveva un riferimento a Performance (Sadismo, 1970) di Nic Roegs, Supersonic (Oasis, 1994) a The Man Who Fell To Earth ( L’Uomo che cadde sulla Terra, 1976) sempre di Roegs, Hooligan’s Holiday (Mötley Crüe, 1994) ad “A Clockwork Orange” (Arancia Meccanica, 1971).

Che ricordi hai del set di Youth Against Fascism dei Sonic Youth? Sono fan dei Sonic youth dagli esordi e Dirty è un album che ha segnato un’epoca piena di fervore. Un’era che ha portato la scena alternativa nel mainstream grazie ad Mtv. Ti piacerebbe lavorare con loro ancora una volta?

Aaaahh, uno dei miei preferiti di sempre. Questo video sono io al 100%, la mia arte, le mie influenze, le mie politiche. Una delle band più grandiose di tutti i tempi. Uno dei miei momenti preferiti è stato quello di trasformare Kim Gordon in Patty Hearst. Il fiume di Los Angeles rappresenta l’architettura fascista e senz’anima di Albert Speer. Le moto Boredom e Nowhere sono il mio tributo alla copertina di Pretty Vacant dei Sex Pistols, con i due pullman sul retro. Il montaggio in bianco e nero delle foto era ripreso da quelle dei Situazionisti durante la rivolta degli studenti a Parigi nel 1968 e inoltre ho usato le immagini dell’artista politico di Los Angeles Robbie Conal. Il basso di Kim Gordon aveva le chiavi GEDC (Sol-Mi-Re-Do, ndt) sul manico come Paul Simonon dei Clash. È quasi perfetto, tranne che per uno stupido errore, ho scritto male lo slogan situazionista Sur Les Paves, La Plage, penso che invece di Sur ho messo Sous.

Parlando di collaborazioni, ci puoi raccontare un episodio avvenuto con qualche artista?

Vi posso raccontare della collaborazione più noiosa che è stata per You Oughtta Know di Alanis Morissette. All’epoca nessuno aveva mai sentito parlare di lei, quindi le stavo facendo un favore. Mi piace sempre tener conto dei suggerimenti della band o del performer, solitamente nella fase del montaggio. Quando le ho inviato un pre-montaggio ne fu eccitata e disse che aveva solo un paio di piccoli cambiamenti; quando arrivò in sala montaggio aveva in realtà dodici pagine di cambiamenti, circa 3/4 dell’intero video. Ne rimasi scioccato così mi rifiutai di fare anche solo un paio dei suoi cambiamenti. Non ci siamo più parlati dopo quell’episodio, lei ha parlato male del video al L.A. Times, ed è ironico poiché questo video è stato uno dei più trasmessi su Mtv quell’anno e senza dubbio ha lanciato la sua carriera. Recentemente è stato eletto come uno dei dieci più influenti video degli ultimi venticinque anni, quindi avevo ragione. Ma a causa di tutte le cose negative successe non mi è mai piaciuto quel video e ancora non mi piace. L’unico video che ho fatto e a cui non è stato apportato alcun cambiamento dalla band è quello di Bon Jovi “I Believe”, girato a Milano.

La nostra webzine si chiama Rocket Surgery, guardando tra i tuoi lavori abbiamo trovato  ricorrente l’elemento “razzo”, perchè?

Interessante, non avevo mai pensato a ciò prima d’ora ma probabilmente era dovuto all’atterraggio dell’Apollo 11 sulla Luna nel 1969 (avevo dodici anni). Mi ha colpito in modo profondo, a livello emotivo per la conquista umana e scientifica ma anche a livello visivo perché non avevo mai visto prima una cosa del genere. Sono sicuro che se lo chiedete a degli psicanalisti probabilmente vi diranno che c’è qualche inferenza fallica.

Perchè hai utilizzato una Flip Cam per l’ultimo video dei Duran Duran? Pensi di riutilizzarla di nuovo?

La Flip Cam era la ruota di scorta, avrei voluto girare l’intero lavoro con l’iPhone. Pensavo fosse un concept unico e qualcosa che solo i Duran avrebbero potuto apprezzare ma la band non si sentiva a suo agio con questa idea, nel caso in cui non fosse venuto bene come da intenzioni. Pensavo sarebbe stato magnifico ma, come accade con me a volte, tutto o niente.
Quindi la Flip Cam poteva essere un’alternativa. Aveva i vantaggi low profile dell’iPhone, ma una qualità nettamente migliore. Sono felice che le cose siano andate in questo modo.

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ENGLISH

Nick Egan is a british born director working since 1976 in the industry of art, design and film for music, as well as the advertising business. This includes album designs, art direction with photographers, music videos since the Eighties, Tv commercials and web design. In the Seventies Nick was well know as record sleeve designer connected with the punk rock movement, designing sleeves for the Clash, Bow Wow Wow and later for Dexy’s Midnight Runners. He established a long lasting working relationship with Malcolm McLaren and Vivienne Westwood. He worked on McLaren’s Duck Rock and Fans album, with art direction for Westwood’s early fashion shows in London and Paris.

Before we start, I’d like to thank you for the opportunity to interview you. First I’d like to ask you when did you become interested in art, design, advertising and film for music?

Ever since I can remember, my Mother loved Art and in particular the Impressionists. She bought me a canvass and some paint and we painted a picture together, that was the one and only time we ever did. It was an important moment for me. Her love of Monet and Manet was worth a thousand art classes.

What are your influences? What artists inspire you?

Wow, that is a long list so here goes: Jean Michel Basquiat, Brett Whitely, Francis Bacon, Dondi White, Andy Warhol, Robert Rauschenberg, Frank Stella, Modigliani, Dali, Picasso, Lee Miller, Man Ray, Irving Penn, Federico Fellini, Michelangelo Antonioni, Julia Margaret Cameron, Christian Dior, Elsa Schiaparelli, David Bowie, Bryan Ferry, Orson Welles, David Lean, Nicolas Roeg, The Situationists, Stanley Kubrick.

What places, magazines, blogs, sites do you visit to find your inspiration to work?

Research, knowing the influences of the person you are working with, having a sense of humor, instinct.

How does your job as an artist influence your life? Do you feel that you see things around you differently for example?

I definitely see things differently, I see things that other people don’t, like in the shining, everything to me is, or has, the possibility of being art. Art has made my life a permanent art gallery.

Nick, you are a 360 degrees artist, how do you express better yourself? I mean, do you feel more confortable in paintings, directing or illustrating?

I’d say in all three of them, but I do love the physicality of painting, the paint on my clothes and hands, walls, floor as well as on the canvass. I love mistakes, smudges, drips, those things you can’t plan, they take you on that extra journey of unpredictability. I hate neatness, that’s easy, chaos and mess is a lot harder.

What does it mean for you beeing a music video director today,comaparated to the beginnings?

It’s not a force anymore, in the Nineties it changed things. I imagined it being similar to the Surrealists in Paris a group of diverse individuals with a common cause expressing art through music an incredible time. I hate to say it but people are less creative, too afraid of missing their 15 mins, the best art is when you don’t give a shit about what’s  popular or safe.

 What were your best collaborations with an artist on a human level and professional?

It would have to be Malcolm McLaren, a genius, the way he took things that had nothing to do with each other was his purpose in life, he hated convention. I couldn’t have had a better mentor, what he gave me, you couldn’t put a price on, the way I think, the way I look at a square and call it a triangle. He also taught me that you can have the most wonderful and enlightening interview or the worst slagging off dealt to man, most people don’t bother even reading, just make sure the photo is good, that’s what they’ll remember. He also taught me the importance of everything that happened in and around the project was as important as the project itself, for it was that that created legends. I also loved working with Michael Hutchence and I still love working with John Taylor, because we all see things similarly and that is rare.

What do you think of the mainstream music scene today? Is there any artist you’d prefer to work or find new realities on the net?

Hmmmmm, I think the very word “mainstream” makes me sick, I hate “mainstream” anything. There is a lot of great music around, I truly LOVE Nouvelle Vague, fantastic nothing beats a French Chantreusse or in this case deux. The Death Set, Band of Skulls.

 As you can see the future of video clips? Internet will be able to enhance its use or disperse the production which is currently overflowing?

The problem is, and to quote Duran Duran, there is “too much information”, it seems that no one is watching, everyone is posting, YouTube is the new Mtv, but the only down side to that is the amount of absolute crap  you have to plow through can be off putting. This will give you an indication of how much the business has  changed, the entire budget for All You Need Is Now was $30,000, whereas in 1993 when I did Ordinary World, the budget was $250, 000. My fee back then was the same as the budget now, inflation in reverse. Now I think budgets got way out of control back then the bigger the Music Video Director’s ego was and the generation after me really helped destroy it. They were in it for the wrong reasons, Mac Gee, Hype Williams, that guy Myers, they just copied people like Mark Romanek, Stephane Sednaoui, Jake Scott and myself. Made me sick, zero talent, 200% ego. So it’s not so appealing to those Corporate Directors when they can’t fly first class and stay in 5 Star Hotels. I’m hoping that something radical and new will come of this whole Social Network Generation.

About Oasis video Sunday Morning Call you ‘ve been ispired by the movie One Flew Over the Cuckoo’s Nest, how everything started?

Yes, full marks for getting that, One Flew Over The Cuckoo’s Nest and Trainspotting I’d never really done a “traditional” narrative until that video. Neither myself or the band wanted the band even in the video, but the label insisted. I think nearly all my videos had some kind of Film reference, Live Forever was Nic Roegs Performance, Supersonic Roeg’s ‘ The Man Who Fell To Earth, Hooligan’s Holiday A Clockwork Orange.

What are your memories of the set of Youth Against the fascism? I’m a Sonic Youth fan from the beginning and Dirty it’s a record who marked an era full of excitement. An era who keep the alternative scene in the mainstream world thanks to Mtv.Whould you like to work wiht them again?

Aaaahh, one of my personal favorites. That video is 100% me, my art, my influences, my politics. One of the all time great bands, One of my finest moments getting Kim Gordon to be Patty Hearst. The LA river representing Albert Speer Fascist Soul less architecture, The track bikes ‘Boredom’ and ‘Nowhere’ was my tribute to the Sex Pistols Pretty Vacant cover with the coaches on the back of the sleeve. The black and white montage of photo’s were the Situationist’s in the Paris students riot in 1968 and I also used the images of L.A. political artist Robbie Conal. Kim Gordon’s bass has the key’s  G E D C on the fret board like Paul Simonon from the Clash used to. It’s pretty close to perfect except one silly mistake, I misspelled the Situationist slogan “Sur La Pave, La Plage” I think instead of Sur I put Sous.

About your collaborations can you tell us a few episodes in particular with some artists?

I can tell you about the most annoying ‘collaboration’ That was Alanis Morissette on You Oughta Know. At the time nobody had heard of her, so I was doing her a favor. I always like to include input from a band or performer, usually at the editing stage. When I sent her the rough cut she was thrilled and said she only had a couple of small changes, when she showed up the the editing bay she in fact, had 12 pages of changes, about three quarters of the entire video. I was shocked, so i refused making only a couple of adjustments of hers. we never spoke again after that, she slagged the video off in the L.A. Times, which was ironic as the video was one of the most played videos on Mtv that year and undoubtedly launched her career. Recently it was one of the ten most influential videos of the last twenty-five years, so I was right. But because of all the negative crap that went on, I never liked the video, still don’t. The only video I ever made that never had one single change made by the band was the “I Believe” Bon Jovi clip. Which I shot in Milan.

Our webzine is called Rocket Surgery; looking at your artistic portfolio we find a few “rockets” represented in some of your works, why?

Interesting, never thought about that before but probably was due to the Apollo11 Moon landing in 1969 (I was twelve) It affected me in such a profound way, emotionally because of the human and scientific achievement but also visually because it looked like nothing I have ever seen before or since. I’m sure if you asked a psycho analyst they’d probably say it had some  phallic male inference.

Why did you use a Flip Cam hd for the latest Duran Duran Video? are you going to use it again,for your next works?

The Flip Cam was the back up, I wanted to shoot the whole video on iPhone, I thought that, in itself, was a unique concept and something only Duran could pull off. But the band didn’t feel comfortable with that idea, in case it didn’t end looking as good as it sounded, I thought it was going to be great, but as is the case with me at times, it’s all or nothing. So the Flip Cam was an alternative, had all the low profile convenience of the iPhone but much better quality. I’m glad we decided to go that way.